SHAVU’OT

Dal 23 al 25 maggio si festeggerà SHAVU’OT

Cercherò di spiegare ,in poche parole,che cosa rappresenza questa festività,perchè possa interessare credenti e non credenti.

È ironico che Shavuot sia una festa poco conosciuta. Perché in effetti, Shavuot commemora l’evento più importante nella storia ebraica – il dono della Torah sul Monte Sinai.


Forse la ragione per la poco evidenza di Shavuot è dovuta al fatto che questa festa non ha “simboli” tangibili del giorno – cioè senza Shofar, né Sukkah, né Chanukiah.

A Shavuot, non ci sono simboli per distrarci dal focalizzare il punto centrale della vita ebraica: la Torah. Quindi come possiamo celebrare Shavuot? È diffusa la consuetudine di restare svegli l’intera notte studiando la Torah. E dal momento che la Torah è il modo di auto-perfezionarsi, l’apprendimento nella notte di Shavuot è chiamato Tikkun Shavuot Leil, che significa “un atto di auto-perfezionamento nella notte di Shavuot.”
Tre millenni fa, dopo aver lasciato l’Egitto, nella notte di Pasqua, gli ebrei viaggiarono nel deserto del Sinai. Lì, l’intera nazione ebraica – 3 milioni di uomini, donne e bambini – hanno vissuto direttamente la rivelazione divina:
Dio vi parlò in mezzo al fuoco: voi udiste il suono delle parole, ma non vedeste immagine alcuna; soltanto una voce udiste. Egli vi espose il Suo patto che vi comandò di eseguire: dieci comandamenti che Egli scrisse su due tavole di pietra. (Deuteronomio 4:12-13)
Il dono della Torah è stato un evento di proporzioni strabilianti che indelebilmente è rimasto impresso nella nazione ebraica con un unica caratteristica, fede e destino. E nei 3.300 anni, da quando si è verificato questo evento, gli ideali della Torah – il monoteismo, la giustizia, la responsabilità – sono diventati la base morale per la civiltà occidentale
Shavu’òt viene anche chiamato Chag Habikkurìm, festa delle primizie, perché in questa stagione si raccoglievano le primizie portate poi a Yerushalayìm. La frutta migliore veniva scelta e posta in cesti festosamente decorati e portata in città dai proprietari, che erano accolti con canti e musiche, e successivamente veniva consumata dai proprietari e da tutti i poveri della città che accorrevano a festeggiare.

 
Un altro nome della festività è Zman Mattàn Toratènu, il tempo in cui ci è stata data la Torà. Chag haKatzìr, la festa del raccolto è un altro nome, infine, nel Talmùd viene chiamata Atzeret, che significa ‘blocco’, poiché durante la festività non è permesso lavorare.

Fu Moshé Rabbénu che scrisse i primi 5 libri della Torà, i chumashìm : Berescit (genesi), Shemot( esodo), Vaykrà( levitico), Bamidbar(numeri)e  Devarim( deuteronomio).

La Torà narra come D-o ha creato l’universo, come la razza umana nacque da Adamo ed Eva, come pure la vita dei nostri Patriarchi Avrahàm, Yitzchàk e Ya’akòv e delle Matriarche Sarà, Rivkà, Rachel e Leà. Di come il popolo Ebraico diventò una nazione, scelta da D-o come un reame di sacerdoti e un popolo santo tramite l’osservanza della Torà.
La Torà include 613 comandamenti, 248 positivi, ovvero cosa fare e 365 negativi, ovvero cosa non fare. I precetti ed i comandamenti comprendono tutti gli aspetti della vita di un ebreo, sia i doveri dell’uomo verso il suo prossimo, sia come servire D-o per così arrivare a vivere secondo i principi morali più elevati possibili.
Oltre a i precetti inclusi nella Torà, il Sign-re insegnò a Moshè molte altre leggi e spiegazioni ad esse inerenti a voce, egli memorizzò tutto e trasmise gli insegnamenti ai suoi successori che, a loro volta, li tramandarono ai loro discendenti come da tradizione.
La Torà scritta si chiama anche TaNàCh per le iniziali delle tre parti di cui è composta: Torà – Neviìm – Ketuvìm.
Torà: si riferisce ai 5 libri del Chumàsh. Oltre alle 613 mitzvòt, narra gli eventi accaduti dalla creazione del mondo fino a quando il popolo ebraico entrò in Eretz Israèl

Neviìm: sono i Profeti. Questa sezione comprende otto libri, che ricoprono l’epoca compresa dal momento in cui Moshé Rabbénu lasciò questo mondo fino alla ricostruzione del secondo Bet Hamikdàsh.
I Ketuvìm sono gli scritti santi (Agiografi). È l’ultima parte della Torà Scritta ed è composta da dodici libri.

.

Shavuot è un vero e proprio Yom Tov e, come tale, si mettono in pratica la maggior parte delle identiche restrizioni che si osservano per lo Shabbat: non si guida, non si scrive, ecc. L’eccezione è che la preparazione dei cibi (ad esempio la cottura) è consentita. In Israele, Shavuot dura un solo giorno, mentre al di fuori di Israele due.

Durante le funzioni della mattinata di Shavuot, leggiamo sulla Bibbia il libro di Ruth. Ruth era una donna non ebrea il cui amore nei confronti di D-o e la Torah l’ha portata a convertirsi al giudaismo. La Torah ci informa che le anime degli eventuali convertiti erano presenti anche sul Sinai, come è detto: “Ma non soltanto con voi io stabilisco questo patto e questo anatema, ma con quelli che sono qui con noi oggi presenti davanti al Signore nostro D-o, ed anche con quelli che non sono oggi qui con noi “. (Deut. 29:13)

Ruth ha un ulteriore collegamento con Shavuot, vale a dire che divenne l’antenata del re Davide, il quale nacque a Shavuot, e morì a Shavuot.

A Shavuot, si usa decorare la sinagoga con rami e fiori. Questo perché sbocciarono i fiori nel monte Sinai il giorno in cui è stata data la Torah. La Bibbia associa Shavuot anche con la raccolta del grano e della frutta e la donazione delle primizie al Santo Tempio viene considerata come espressione di ringraziamento. (Vedi Esodo 23:16, 34:22, Numeri 28:26)

Latticini


C’è una tradizione universale ebraica nel mangiare latticini a Shavuot. Varie ragioni sono state suggerite, tra queste:

1. Il Cantico dei Cantici (4:11) fa riferimento al valore nutritivo dolce della Torah, dicendo: “Stilla dalle tue labbra, come il miele e il latte sotto la lingua.”

2. Nel verso dell’Esodo 23:19 giustappone la festa di Shavuot con il divieto di miscelazione del latte con la carne. A Shavuot, dobbiamo quindi mangiare pasti separati – uno di latte e uno di carne.

3. Dopo aver ricevuto la Torah sul Monte Sinai, per gli ebrei divennero immediatamente obbligatorie le leggi della Sh’chita – La macellazione degli animali. Dal momento che non hanno avuto tempo per preparare carne kosher, hanno invece mangiato latticini.
Pellegrinaggio al Muro del Pianto

Nel 1967, la Guerra dei Sei Giorni si concluse pochi giorni prima di Shavuot. Israele aveva recuperato il Muro Occidentale, e per la prima volta in 19 anni, gli ebrei ebbero accesso alla zona circostante il Monte del Tempio, il luogo più sacro del giudaismo. Nel medesimo Shavuot, il Muro Occidentale fu aperto ai visitatori e in quel giorno memorabile, più di 200.000 ebrei partirono a piedi per raggiungere il Muro del Pianto. (A Gerusalemme, né auto, né autobus passano durante le festività ebraiche.)


Negli anni successivi, questo “pellegrinaggio pedonale” è diventato una tradizione ricorrente. La mattina presto di Shavuot – dopo una notte piena di Torah e di apprendimento – le vie di Gerusalemme si riempiono di decine di migliaia di ebrei che si dirigono a piedi verso il Muro Occidentale.

Questa tradizione ha un precedente biblico. Shavuot è una delle tre principali feste ebraiche di pellegrinaggio, dove la nazione intera si riuniva a Gerusalemme per la celebrazione e lo studio.
(Tratto da Aish.com, traduzione di Marcello Hassan)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...